domenica 11 marzo 2012

A teatro con Moliere

Un momento della commedia di Molière
Sabato 10 marzo 2012: serata dedicata a "Il malato immaginario", una commedia di Molière, con  Paolo Bonacelli e Patrizia Milani presso il Teatro Sociale di Brescia.
Il malato immaginario è l'ultimo grande capolavoro comico di Molière. Una farsa all'antica, colma di eccellenti spunti comici, in cui alcuni strani elementi di verosimiglianza permettono di ipotizzare una certa visione del mondo: Argante, uomo afflitto da numerose malattie, spesso immaginarie, è colui che ha perso la fiducia in sé stesso e nei propri simili, non ha più voglia di vivere in preda alle sue illusioni.
Forte è pure il tono satirico di Molière nei confronti del sapere scientifico e della cultura medica dei suoi tempi (seconda metà del XVII secolo).
La storia vive attorno a tre filoni reggenti: 1) Argante è fisicamente sano, ma è ossessionato mentalmente dalla convinzione di essere ammalato e di dover fare i conti con medici e farmacisti avidi di denaro; 2) egli deve gestire un rapporto affettivo con la giovane moglie interessata solo ad ereditare i suoi soldi; 3) il protagonista, ormai interiormente svuotato da tutte le sue illusioni, è stanco di vivere e ha perso fiducia in sé stesso e negli altri.
Due ore abbondanti di spettacolo davvero coinvolgenti. Ne esci soddisfatto sia per i sorrisi strappati da Argante, che sa abilmente alternare momenti di bambino capriccioso ad altri di vecchio egoista, sia con la consapevolezza che spesso anche noi ci lasciamo trascinare e condizionare dai nostri quotidiani "malesseri immaginari"

sabato 3 marzo 2012

Addio a Lucio Dalla

La notizia dell'improvvisa scomparsa di Lucio Dalla ha colto di sorpresa gli appassionati di musica ma anche tutti gli Italiani. A me piace ricordarlo con le sue stesse parole tratte dal libro di Patrizia Ruscio "Quella volta un angelo - Incontri che cambiano la vita".

Mi piace l’idea di pensare a me stesso come una foglia, un uomo in mezzo a tanti, identico agli altri e senza particolari privilegi.
Siamo tutti membri della grande famiglia umana, un legame che va al di là delle leggi della genetica. Un grande serbatoio di energia, perché siamo tutti collegati con altre anime dalla forza dell’amore che lui nelle sue mani forgia.
Noi siamo in lui e lui è in noi.
Siamo in una continuità di dialogo anche se non ce ne accorgiamo, presi come siamo dalla nostra quotidianità. Gli incontri, anche quelli più casuali, contengono in sé questa scintilla divina.
Persone incontrate casualmente possono aprirci delle finestre incredibili sulla vita, se solo ci fermiamo e impariamo ad ascoltare quello che hanno da dirci.
Una persona incontrata a un certo punto della vita è un segnale che la vita ti dà, qualcosa che va oltre la caducità del momento.
Questo è un aspetto spirituale molto importante e oggi si fatica a dare importanza alla spiritualità.

Un incontro fondamentale per me è stato quello con Roberto Roversi, uno dei più grandi poeti del Novecento.
Incontrarlo mi ha cambiato la vita.
Aveva una libreria frequentata dai più grandi intellettuali italiani. Io andavo lì e incontravo i grandi nomi della letteratura. Non facevo niente, semplicemente guardavo e cercavo di imitare la loro serietà e la loro scrupolosità.
Ho iniziato a collaborare con lui musicando alcuni suoi testi che poi sono diventati tre album.
È stato lui a insegnarmi l’importanza dell’equilibrio e della dignità nella vita e nel lavoro.
È grazie ai suoi insegnamenti se oggi non mi pongo mai nella condizione di scrivere qualcosa in cui non credo, perché il pubblico, inevitabilmente, se ne accorgerebbe.
La dignità in ciò che si fa è fondamentale, perché il lavoro è un modo fantastico per essere un tramite, per entrare in contatto con il proprio mondo interiore e diventare coscienza collettiva.
Lavorare è come pregare.
Attraverso il nostro lavoro realizziamo ciò che Dio ci chiede di essere.

Penso sempre che le mie intuizioni provengano da Lui e mi sento un privilegiato per il fatto che pensare frasi da mettere in musica è una cosa che mi viene naturale e semplice.
Sono gli aspetti più umani quelli di cui amo parlare nelle mie canzoni e, quindi, più legati a Dio. Le mie fonti di ispirazione sono le cose che accadono intorno a me, i rumori della vita.

La musica è una propaggine della divinità che travalica ogni limite. È l’evanescenza che diventa materia e l’artista è come uno sciamano della società, che cura i dolori quando ce n’è bisogno, che allerta quando occorre farlo, che scuote gli animi quando sente che qualcosa si sta assopendo.
Ma tengo ben presente che sono un ingranaggio e non un motore.

Amo la vita e sono convinto che alla fine di questo primo tempo ci aspetta qualcos’altro, un’esistenza più semplice, dove magari possiamo essere contemporaneamente in due posti diversi, dove il nostro spirito sarà elevato e libero dalla materialità e quindi potremo essere molto più noi stessi, spirito e anima proprio come eravamo prima di nascere.
E saremo felici.

Certo, la felicità è un valore aspirabile e raggiungibile anche in terra.
Quando penso alla felicità, mi viene in mente un aereo che passa di notte. Io lo guardo e immagino di stare lì, insieme alla gente, su quel grande giocattolo illuminato da luci artificiali. Anche un treno nella notte mi evoca la stessa sensazione.

La felicità è il pregustare qualcosa che avverrà, una cosa piccola che diventa grande, l’intravederla e non averla ancora e per questo farla diventare grande fonte di gioia nella propria immaginazione.

Da Patrizia Ruscio, Quella volta un angelo. Incontri che cambiano la vita, Paoline 2011.

sabato 25 febbraio 2012

Ciao Gianni


Ieri mi è arrivata la ferale, inaspettata notizia che un mio amico, Gianni Brillantino di Cremona, ci ha lasciati. Il nostro ultimo incontro risale a venerdì sera della settimana scorsa. Era in attesa di un intervento chirurgico ad un occhio ed era fiducioso di recuperare, almeno in parte, la vista.
Credo sia giusto salutarlo e ricordarlo così:
"Le persone che si conoscono da lungo tempo e reciprocamente si stimano non hanno bisogno di molte parole per scambiarsi un ultimo saluto e darsi l'arrivederci.
Ciao Gianni, prode e coraggioso paladino sempre pronto a scendere in prima linea in difesa dei diritti della propria e dell'altrui disabilità. Tante persone ti sono riconoscenti e ti ringraziano per aver trasmesso loro, con il tuo sorriso e
il tuo coraggio di lottare, la voglia di vivere, nonostante le gravi difficoltà.
Un forte abbraccio ad Andreina, che ti è sempre stata accanto e ha sempre condiviso con pazienza e con amore i momenti di gioia e di sconforto del tuo cammino terreno, ai tuoi tre figli con le rispettive famiglie.
Riposa in pace e grazie per la tua amicizia".
DomeF

I miracoli della natura

Si chiama "luna a barchetta" o luna rovesciata ed è un particolare spettacolo che si può ammirare di rado nei nostri cieli. La luna, che solitamente ci appare in posizione verticale, è in questo caso come sdraiata, quasi a sorridere a chi la guarda dalla Terra.
Provo un po' di invidia per tutti coloro che, con il naso all'insù, hanno seguito in diretta lo spettacolo ieri sera verso le ore 19.30! Io non ne ero a conoscenza e così ora cerco di consolarmi, guardando e rimirando la fotografia del singolare fenomeno scattata da Franco Aresi.

lunedì 20 febbraio 2012

E' il mio compleanno

Eh sì, oggi festeggio la tappa del 62esimo anno della mia vita.
Ciò che rende buffa la situazione è che io non mi sento affatto gravare sulle spalle il pesante fardello degli anni! Quando ero giovane guardavo ai sessantenni come a persone ormai avviate sul viale del definitivo tramonto. Oggi non la penso più così, perché dentro di me avverto ancora tanta voglia di fare, di sapere, di vedere e di conoscere, ma anche di aiutare coloro che sono in difficoltà e non hanno la fortuna di essere in buona salute come me.
L'immagine che ho scelto per ricordare questa giornata tranquilla e serena è una candela accesa, che è simbolo di speranza perché la fiamma riscalda il cuore e lo riempie di amore per "chi mi è prossimo".

giovedì 16 febbraio 2012

M'illumino di meno

Venerdì 17 febbraio 2012 è la giornata del risparmio energetico promossa dalla trasmissione "Caterpillar" di Radio Due.  E' un invito ad attuare tutte le buone pratiche necessarie per razionalizzare i consumi: una giornata intera in cui concentrare comportamenti virtuosi e dimostrare che la qualità della vita e il proprio benessere non ne vengono danneggiati, anzi!
Aderisco con entusiasmo all'iniziativa e mi impegno, da subito e in modo continuativo, ad adottare e rispettare il decalogo di " M'illumino di meno ".
Ecco le buone abitudini per imparare il risparmio energetico:
  1. Spegnere le luci quando non servono
  2. Spegnere e non lasciare in stand-by gli apparecchi elettronici
  3. Sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l'aria
  4. Mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l'acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola
  5. Se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre
  6. Ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria
  7. Utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne
  8. Non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni
  9. Inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni
  10. Utilizzare l'automobile il meno possibile e, se necessario, condividerla con chi fa lo stesso tragitto

venerdì 10 febbraio 2012

Amare...volezza!

Amarevolezza
Pensavo fosse un rifiuto momentaneo dopo la disavventura con Splinder. Con il passare dei giorni, invece, aumentano in contemporanea sia il fastidio per aver smarrito le riflessioni e le attività di diversi anni sia la non voglia di riaffidare i miei pochi interessanti pensieri ad un blog. Sarà una situazione solo momentanea di amarezza e di sconforto? Lo spero!